08/02/2012
LEGGE ELETTORALE. PARTE IL CONFRONTO
Ieri pomeriggio una delegazione del Pd composta da Luigi Zanda, Luciano Violante e Gianclaudio Bressa ha incontrato una delegazione del Pdl, composta da Ignazio La Russa e Giorgio Straquadanio. Su questo confronto il Popolo delle Libertà ha organizzato nei giorni scorsi e anche ieri un gran polverone mediatico, presentandolo come accordo Berlusconi-Bersani, come inciucione maledetto ma necessario, come il grande governissimo. Basta leggere Il Giornale e Libero per capire che questa “narrazione” un senso lo ha, anche se non risponde nemmeno lontanamente alla realtà dei fatti. Il senso è questo: Berlusconi temeva di essere superato dai fatti e ha rimesso in moto la macchina della sopravvivenza politica: interviste a quotidiani e periodici stranieri ( l’uomo-romanzo, lo hanno definito) per rilanciare l’immagine di padre nobile della patria; la solita paccottiglia di spiegazioni e motivazioni con tanto di lettere, documenti e fatti raccontati in pagine e pagine de Il Giornale per dimostrare che lui, il presidente, ha fatto tutto quello che doveva essere fatto e invece sono altri ad aver portato l’Italia al disastro; il lancio di proposte, sostenute dal sistema dei media, per mischiare tutte le carte e far vedere che a menare la danza della politica è sempre lui. La realtà dei fatti è che si è cominciato a parlare di legge elettorale e riforme istituzionali, che c’è accordo sulla necessità di cambiare la legge elettorale facendo tornare i cittadini arbitri delle elezioni dei propri rappresentanti, che occorre ridurre il numero dei parlamentari, modificare il bicameralismo perfetto e riformare i regolamenti parlamentari. Per il resto si vedrà. Come ha detto Bersani, “se son rose fioriranno, ma prima di fidarci di Berlusconi vogliamo vedere i fatti”. Quanto a tutto il resto del chiacchiericcio, e cioè dalle ipotesi di governissimo in poi, si tratta del frutto delle soffiate del centrodestra in Transatlantico, delle indicazioni interessate di coloro che vogliono mischiare le carte ed evitare oggi che si possa fare un confronto tra le diverse proposte politiche (e tra le diverse responsabilità). Come se Berlusconi, Bossi e Tremonti non avessero favorito gli evasori, agevolato le cricche e le corporazioni, speso a man bassa i soldi pubblici per i propri sperperi e in malo modo, fino al punto di condurre il paese sull’orlo del baratro. Ed è sempre lo stesso ex premier che in questi giorni sta finendo sotto il torchio della giustizia, con l’accusa di aver pagato Tarantini perché tacesse sulle escort e per concorso in rivelazione di segreto istruttorio per aver avuto in anteprima e passato al quotidiano di famiglia l’intercettazione di una conversazione tra Fassino e Consorte, della quale subito Il Giornale pubblicò allora solo la prima parte (tagliando opportunamente la seconda frase che smontava tutto: SIETE padroni di una banca, io non c’entro niente), avviando il tormentone Unipol e costruendo in quel modo la rimonta di Berlusconi contro il centrosinistra nelle elezioni politiche. Caso Unipol venne poi utilizzato strumentalmente anche contro il governo Prodi, quando il viceministro Vincenzo Visco chiese alla Guardia di finanza di far girare nei ruoli di comando anche i vertici della Gdf in Lombardia da troppo tempo fermi in quelle collocazioni e la destra gridò allo scandalo lasciando intendere che si volesse intervenire sul caso Unipol (caso sul quale in realtà le indagini erano affidate alla Gdf di altre città). “Gli instancabili corifei non hanno saputo produrre a oggi un solo nesso con la questione Unipol che potesse sorreggere il loro canto. Questi nessi sono inesistenti” disse l’allora ministro Padoa Schioppa, depositando in Parlamento una memoria che sarebbe interessante andare a rileggere oggi e in cui sosteneva l’esigenza di evitare cristallizzazioni di rapporti troppo stretti della Gdf con politici, mondo dell’informazione, economia. Berlusconi è stato rinviato a giudizio e Fassino ha annunciato che si costituirà parte civile.
(fonte PD nazionale)
20:00 Scritto da: pdsanbarto in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: partito democratico, legge elettorale, zanda, violante, bressa, bersani, san bartolomeo al mare, villa faraldi | OKNOtizie |
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